Breve storia e curiosità sul Negroni

31 marzo, 2017

Lo scorso dicembre 2016, il cocktail Negroni è stato premiato come secondo migliore drink al mondo. Un traguardo più che meritato se si pensa alla sua popolarità e a tutta la strada che ha fatto da quando fu creato per caso circa un secolo fa.

Fu il conte Camillo Negroni a dargli vita, quando negli anni ’20 frequentava lo storico caffè Casoni, in via dei Tornabuoi a Firenze. L’aristocratico, un uomo eccentrico e grande estimatore di alcolici, propose al barman Fosco Scarselli una variante al solito Americano. Questo cocktail, a dispetto del nome, è completamente italiano e si compone di un terzo di Campari, un terzo di Vermuth rosso e un terzo di Seltz. Il conte Negroni chiese quindi al Barman Scarselli di aggiungere al posto del Seltz “una spruzzata di gin”: nacque così il cocktail che tutti conosciamo. Più tardi, gli avventori del Caffè, incuriositi dal “solito” che il conte ordinava ogni sera (pare in quantità industriali), iniziarono a chiamarlo come “un Americano alla maniera del conte Negroni” e ad abbreviarlo nel tempo con un semplice “Negroni”.

Per essere un cocktail così longevo, continua a fare i suoi proseliti in tutto il mondo senza mai perdere lustro. Anzi, negli anni sono state inventate diverse varianti che sostituiscono il gin tanto amato dal conte Negroni.

Il più famoso di tutti è certamente il Negroni sbagliato, chiamato così dal suo ideatore, il titolare del celebre bar Basso di Milano, Mirko Stocchetto. Il barman, recentemente scomparso, inventò nel 1968 questa versione del Negroni davvero per sbaglio, versando al posto del gin un terzo di prosecco. Un errore che diede vita a un altro fenomeno alcolico tutt’oggi molto apprezzato.

Altre varianti del Negroni sono il Negroski, che prevede un terzo di vodka, il Bencini, che vuole il rum, e l’Old Pal che, invece, è fatto con il whisky.