L’acquedotto Vergine e le Fontane di Roma

L’acquedotto Virgo e le meravigliose fontane di Roma

26 luglio, 2017

L’acquedotto Vergine è stato realizzato nel 19 a.C. per volere di Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’imperatore Augusto, al fine di fornire di acqua l’impianto termale di Campo Marzio. Sesto tra gli undici acquedotti realizzati in epoca Romana, oggi è l’unico ad essere ancora in funzione e a fornire di acqua la Città di Roma.
L’origine del suo nome, Vergine, si deve alla purezza delle acque che vi scorrono, o, come riportato da Sesto Giulio Frontino, politico e scrittore Romano, alla leggenda che narra che sia stata una giovanissima fanciulla a indicare, ai soldati di Agrippa, il punto esatto delle sorgenti fino ad allora sconosciute.

Le sorgenti dell’acquedotto Vergine

Il luogo è a poca distanza da Roma, precisamente nella località di Salone, lungo la via Collatina e a un’altitudine di soli 24 metri slm. Le sorgenti si trovano a breve distanza dal fiume Aniene e si arricchiscono lungo il loro percorso di acque provenienti da altri affluenti idrici sotterranei.

Sotterraneo è anche il suo percorso per quasi tutta la sua lunghezza, poco più di venti chilometri, e si sviluppa in una rete tortuosa di condotti realizzati per garantire le giuste pendenze allo scorrimento delle acque, nonostante la scarsa altitudine delle sorgenti. È per questo che, pur partendo da sud-est, l’acquedotto Vergine entra a Roma da Nord, compiendo un arco molto ampio. Questa scelta consentì, inoltre, di evitare di far passare l’acquedotto all’interno di zone già ampiamente popolate in epoca romana, fornendo direttamente di acqua l’area interessata del Campo Marzio.

Oggi, i quartieri attraversati dall’acquedotto Vergine, nel suo ingresso in città, sono i Parioli e Valle Giulia, per proseguire verso il Muro Torto, il Pincio, e infine Campo Marzio.

Fontana di Trevi, la Barcaccia di Piazza di Spagna e la Fontana di Piazza della Rotonda

Qui l’acquedotto fornisce acqua alle più importanti fontane del centro storico, come la Fontana di Trevi, dove la bellezza delle sculture barocche è esaltata dall’acqua cristallina e fresca dell’acquedotto Vergine. La Barcaccia in Piazza di Spagna e la fontana di Piazza della Rotonda, situata davanti ai colonnati del Pantheon. L’acqua che sgorga da questa fontana deriva da una seconda ramificazione dell’acquedotto, aggiunta nel XVI secolo a seguito di lavori di restauro, voluti da papa Gregorio VII. Gli stessi condotti portano l’acqua delle fontane di Piazza Navona.

Un itinerario artistico (e turistico) seguendo le acque dell’acque dell’acquedotto Vergine

I sotterranei di Roma conservano tesori e risorse che hanno attraversato le epoche storiche, alcuni, come l’acquedotto Vergine, conservandosi ancora intatti. Il tragitto seguito dall’acquedotto in Campo Marzio, può suggerire un itinerario turistico alla scoperta di bellezze artistiche uniche al mondo come la Fontana di Trevi, dove l’acqua canalizzata dalla tecnica e dalla maestranza ingegneristica dell’antica Roma si unisce all’arte Barocca, esaltandone i dettagli. La fontana della Rotonda, realizzata da Giacomo Della Porta proprio davanti al Pantheon, tempio anch’esso voluto da Agrippa, come testimonia l’iscrizione sul fregio della trabeazione realizzata in successiva epoca adrianea: «Marcus Agrippa, Lucii filius, consul tertium fecit», «Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta». Non da ultime le meravigliose fontane di Piazza Navona, quella Centrale dei Quattro Fiumi, opera barocca realizzata da Gian Lorenzo Bernini, che ritoccò anche quella del Moro, a Sud della piazza, opera di Giacomo Della Porta, e la Fontana del Nettuno a nord, di Gregorio Zappalà e Antonio Della Bitta.

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